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Uomini e donne a confronto

Il punto di vista delle e degli assistenti di direzione

 

Il 37% degli uomini e il 59% delle donne svolge o ha svolto, nel corso della sua carriera, un ruolo di assistenza di direzione o segreteria, segno che questa professione per molti rappresenta un trampolino di partenza per la carriera. E’ questo il risultato che emerge dal sondaggio di InfoJobs.it presentato nel corso del Secretary Day 2012.

 

L’indagine conferma anche l’esistenza di punti di vista diversi tra uomini e donne nei confronti del lavoro.

 


Un lavoro importante


Secondo la ricerca (svolta su un campione di oltre 630 rispondenti tra InfoJobs e Secretary.it), il 44% delle segretarie e assistenti giudica il proprio lavoro fondamentale, ritenendo che ogni capo abbia bisogno di una persona fidata a cui fare riferimento, mentre gli uomini non si sbilanciano più di tanto e giudicano la propria professione importante per il ruolo di braccio destro di chi ha il potere in azienda (38%).

 

 

Capo, meglio uomo o donna? 


Il rapporto con il proprio capo non è sempre facile: il 41% degli uomini pensa che il proprio superiore giudichi il loro lavoro come strategico, il 41% delle donne ritiene di sentirsi coinvolto direttamente dal proprio capo nella strategia e nei dettagli di lavoro.

 

Meglio un capo uomo o donna? Qui si registra omogeneità di consensi sia degli assistenti uomini sia delle segretarie: non importa il sesso del responsabile purché sia competente e disponibile (79% degli uomini e 78% delle donne).

 

Da evidenziare, però, anche il fatto che, se costretti a scegliere, sia gli uomini sia le donne vorrebbero un capo uomo (12% e 20%). Gli uomini, infatti, sono ritenuti “meno emozionali”, caratteristica che li aiuterebbe a distinguere meglio la sfera professionale da quella privata (secondo l’80% degli uomini e il 78% delle donne). I vantaggi di una donna al comando? Agisce meno impulsivamente, grazie al suo approccio naturalmente più meditativo (secondo il 40% delle donne e il 43% degli uomini).

 

 

Il punto di vista di capi e responsabili


Il sondaggio ha poi affrontato la questione dal punto di vista di coloro il cui ruolo professionale prevede un assistente: manager, direttori, responsabili di settore, team leader e altre figure professionali che, grazie alla loro posizione, devono scegliere, gestire e condividere le responsabilità con uno o più assistenti e segretarie.

 

A livello generale, l’indagine rivela che i capi uomini preferiscono avere assistenti uomini (57%), mentre le donne prediligono assistenti donne (75%). Nella scelta di queste figure da parte dei superiori la professionalità (parametro principale per il 48% degli uomini e per il 33% delle donne) è un punto fondamentale, seguito da precisione e puntualità, che però sembrano molto più importanti per le responsabili donne (33% conto un 13% degli uomini).

 

L’assistente rappresenta per la maggioranza degli intervistati un braccio destro a cui affidare anche attività strategiche oltre all’ongoing, i lavori in corso (57% degli uomini e 50% delle donne). I capi uomini, poi, tendono ad affidare al proprio assistente la gestione della propria agenda (22%), mentre le donne apprezzano maggiormente la difesa e il filtro dai contatti indesiderati (25%), mantenendo per sé la gestione diretta degli impegni in agenda.

 

Il fatto di avere un assistente scatena particolari reazioni nei colleghi di lavoro? La risposta è affermativa secondo i dirigenti (48%) e le dirigenti (67%) italiane: nella maggioranza dei casi provoca, infatti, competizione ad alti livelli per assumere posizioni dirigenziali ed ottenere un proprio assistente. Per quanto riguarda gli uomini, poi, il fatto di avere un assistente o un'assistente scatena anche pettegolezzi riguardo a possibili relazioni personali che esulino dalla sfera lavorativa (35%), mentre se si tratta di un capo donna è più facile che la questione generi invidia (25%).

 

 

Colleghi: meglio uomini o donne?


L’ultima questione affrontata dal sondaggio è relativa ai colleghi: meglio uomini o donne per relazioni lavorative “alla pari”? I risultati in questo caso sono dirompenti: le donne preferiscono lavorare con gli uomini (53%) per evitare l’antagonismo che spesso si può creare tra donne, mentre gli uomini giudicano che lavorare con le donne sia preferibile, poiché significa potersi confrontare e arricchire scoprendo approcci nuovi, spesso differenti dai propri (54%). 

 

 

 

dall'articolo di

Walter Passerini

LASTAMPA.it

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