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Orgoglio e pregiudizio

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Qualche lustro fa, lo sentivo sulla pelle. Non era il lavoro per me. Una laurea magistrale, un tesserino dell'ordine dei giornalisti in tasca e andavo a fare la segretaria: giovane, bella presenza, tazzina del caffè in un mano, notes nell'altra.

Avevo accettato per due ragioni: un buon stipendio e la promessa del tempo indeterminato.

 

La ragione prevaleva, il dubbio dominava. Ogni giorno, mentre varcavo gli uffici della segreteria di Direzione e di Presidenza, mi chiedevo che cosa mancasse. Eppure avevo tutto. Seguivo da vicino il Direttore generale ed ero vicinissima al Presidente. Proprio con lui ho varcato, per la prima volta, la soglia di Piazza Affari per quotare la nostra società in borsa. Avevo un ruolo da difendere. Un'immagine da curare. Anche la location, l'ultimo piano del palazzo, aveva il suo senso. Carte, documenti riservati, protocolli, tutto ruotava intorno all'ufficio di segreteria, alla storica discrezione, alla tradizionale riservatezza, al silenzio monastico. Ed io respiravo quell'aria. E quella di fragranti caffè serviti durante riunioni e consigli di amministrazione che si protraevano fino a tarda ora.

 

Un giorno capii. Ecco, cosa mi mancava. La libertà di provare, di esplorare nuovi ambiti societari, di muovere i primi passi nel commerciale e nel marketing. Era la voglia di mettersi in gioco. Sempre e comunque. Di vivere altre ed importanti sfide.

 

E così avvenne. Trascorsi anni lontani dalla segreteria. Altre carte, altri documenti, altri uomini illustri verso cui rapportarsi e credere. Ho avuto buoni maestri, sfide più o meno vinte, qualche ginocchio sbucciato, qualche lacrima versata. Ma sono cresciuta e ho varcato, dopo 8 anni, la soglia di un'altra segreteria: quella della direzione operativa. Tutto era cambiato, trasformato, rinnovato.

 

Ed accresciute e valorizzate le doti di una assistente o segretaria. Riservatezza, discrezione, lungimiranza, pazienza, saggezza, intelligenza, organizzazione e ancora feed back, problem solving, professionalità. Sempre e comunque. Un'altra sfida da cogliere e da vincere. Perché il ruolo della segretaria si è evoluto in fretta, si nutre di nuova linfa e di una maggiore consapevolezza.

 

Il ruolo della segretaria si è evoluto in fretta,
si nutre di nuova linfa e di una maggiore consapevolezza

La ragione prevale, il buon giudizio pure, ed ora anche l'orgoglio ed il sentimento. Ho trovato il mio equilibrio di donna professionista, ho tratto esperienza dalle mie sfide. Non è stato semplice. Mi volto e vedo che ho percorso un buon tratto di strada. Credo che ogni giorno sia un'occasione per mettersi in gioco. Ogni giorno sia il giorno giusto per imparare qualcosa. Riconoscendo che anche oggi posso trarre energia dal silenzio monastico e da un buon caffè!

 

Sara Luppi

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