L’ascolto attivo in negoziazione, per relazioni di successo!!!
La parola è per metà di colui che parla e per metà di colui che ascolta.
(M. Eyqen de Montaigne)
Studi statistici hanno rilevato che nei processi di comunicazione la maggior parte del tempo viene dedicata all’ascolto, dato che il tempo è un bene prezioso e nel precedente articolo vi abbiamo dato qualche consiglio per utilizzarlo al meglio, vediamo ora come migliorare le modalità di ascolto.
A tutte voi piacerebbe poter vivere in perfetta armonia ed in completo accordo con gli altri, sempre ed in ogni occasione, ma la vita e fatta di relazioni, di incontri e di scontri, di differenze di vedute, di proposte, di attività, di iniziative.
Potete affrontare in due modi questa varietà di prospettive: o cercar di vincere le idee ed i punti di vista dell' altro, oppure giungere a dei sani compromessi: venendovi incontro perché ciascuno abbia il massimo vantaggio disponibile, ed il minimo di perdite. Questo venirsi incontro è appunto il compromesso, la negoziazione.
Negoziamo ogni volta che dobbiamo conciliare le nostre esigenze con quelle altrui.
L'ascolto è uno degli elementi più importanti del dialogo e della negoziazione. Imparare ad ascoltare con attenzione, senza pregiudizi, quanto l'altro o gli altri ci comunicano è una delle “arti” più difficili da apprendere, perché implica una vera e profonda ascesa: metto da parte le mie idee e creo uno spazio d’ascolto per accogliere le idee dell'altro.
Applicare una più efficace modalità di ascolto avrà diversi vantaggi in vari contesti: ad esempio ridurrà le incomprensioni e indurrà l'interlocutore ad esprimersi a pieno senza timore, stimolando la ricerca delle migliori possibilità espressive, anche nei contenuti!
Rapportarsi al meglio con gli altri aumenta infatti l'autostima e la fiducia in se stessi: si immagazzinano più informazioni, si seguono meglio le istruzioni e si ha anche maggior controllo su quelle date. Maggior comprensione vuol dire impiegare il tempo al meglio in un clima di fiducia e di rispetto.
Saper ascoltare voi stesse, inoltre, vi metterà al riparo da scelte sbagliate e vi aiuterà a soddisfare i bisogni ben individuati.
Prima di dispensarvi utili consigli per migliorare il proprio ascolto attivo, vi rinnoviamo l’invito al workshop del 25 novembre per approfondire insieme queste tematiche.

I consigli per migliorare l'ascolto:
  • Eliminate le distrazioni: se siete davvero troppo occupati per prestare la dovuta attenzione, ditelo con franchezza. Meglio rimandare l'incontro a un momento più tranquillo.
  • Ascoltare con attenzione sin dalla prima frase: occorre mettere da parte qualsiasi altra preoccupazione per concentrarsi sul dialogo. Se non siamo mentalmente presenti, la controparte se ne accorgerà rapidamente, ricavando l’impressione di essere considerato meno importante rispetto ad altre nostre preoccupazioni o problemi.
  • Ascoltare attentamente non significa soltanto non parlare: è utile accompagnare attivamente l’interlocutore, mentre ci trasmette le sue informazioni, fornendo dei segnali, che confermino il nostro ascolto, magari talvolta riepilogando ciò che ci viene detto.
  • Fare domande: per stimolare la controparte a parlare e chiarire le proprie posizioni, è importante dimostrare il proprio genuino interesse attraverso l’uso di domande appropriate. Il rivolgere una domanda rafforza l’idea di un ascolto attento e di un interesse per ciò che l’interlocutore dice.
  • Il livello di attenzione all’interlocutore e al messaggio che ci sta trasmettendo si comunica anche attraverso il linguaggio del corpo: la gestione dello sguardo e delle espressioni del viso è un aspetto importante della comunicazione.
  • Prima di invitare altre persone a partecipare a una conversazione, pensateci bene: il vostro interlocutore potrebbe non gradire affatto o stare sul punto di dirvi qualcosa di personale e riservato. Guardatelo e abituatevi a captare i segnali: ha piacere che la conversazione si allarghi o richiede un'attenzione esclusiva?
  • Prima di dare consigli, chiedete. qualcuno vuole solo sfogarsi, ma a qualcun altro il vostro parere interessa davvero. Ascoltate, e se pensate di avere un buon consiglio da dare, chiedete se è gradito e poi datelo senza che sembri un ordine.
  • Discutete con dolcezza: le parole pesano, soprattutto se rivolte a un collaboratore. Va bene discutere e fare l'avvocato del diavolo, ma non fate sentire l'interlocutore un perdente in partenza.

Ed ora a voi….buon ascolto!

Raffaella Farina
ETLINE e Associati

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