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Peggio dello stress? Attenzione al burnout!
A volte hai la sensazione di essere “svuotata”, hai perso la voglia di lavorare,
la gente stranamente ti infastidisce più del solito?
Attenzione! Potrebbero essere campanelli d’allarme del burnout, un fenomeno che consiste nel "logoramento" o "decadenza" psicofisica dovuta alla mancanza di energie per sostenere e scaricare lo stress accumulato. Il burnout, che letteralmente significa "bruciare fuori", è un fenomeno prevalentemente collegato alle cosiddette helping professions (medici, infermieri, assistenti sociali), ma più in generale a tutte le professioni a forte impatto relazionale. Come puoi immaginare tra le professioni a rischio vi è anche quella della manager assistant. Ecco i sintomi più evidenti. Immagina un palloncino che si sgonfia. Similmente la persona in burnout ha la sensazione di essere svuotata non solo di energia fisica ma anche a livello emotivo, si ritira in se stessa, riduce le possibilità di contatto con gli altri, ma anche le proprie aspettative professionali e conseguentemente le performance. Agli altri la persona appare meno efficiente, meno disponibile di un tempo, scostante e distaccata e con punte di acidità talora insostenibili. Quali sono le possibili cause di questo fenomeno? Il sovraccarico di lavoro e di ruolo, il permanente stato di urgenza, i conflitti con colleghi e capi, la mancanza di apprezzamento e quindi autostima. Ma cosa si può fare per evitare un simile fenomeno? E’ indubbio che molto in tal senso può essere fatto da titolari, HR manager, capi in generale. Dalle loro decisioni, dal loro stile manageriale dipende spesso il ben-essere delle persone, di conseguenza (anche se ciò non sempre è chiaro) le loro performance e quindi i risultati aziendali. Purtroppo negli ultimi tempi non si fa altro che parlare di crisi e questo ha portato dirigenti dalla leadership debole a “tirare i remi in barca”, a tagliare fondi (soprattutto nell’area del personale), a sfruttare le risorse disponibili fino all’osso ed attivare una serie di misure di controllo e punizione che sortiscono l’effetto contrario di quello sperato, ovvero riducono il livello di coinvolgimento e di motivazione del personale. E tu cosa puoi fare? Ricorda: l’unico potere che ti è concesso è nei confronti di te stessa. Quindi puoi lamentarti, rassegnarti, oppure decidere di essere responsabile del tuo benessere, attivando una serie di misure, alcune anche semplici, per ricaricare ogni giorno le pile. Il modo più semplice è usare il potere del focus! Ciò su cui concentri la tua attenzione diventa la tua realtà. La giornata è iniziata male? Il capo ti ha rimproverato, un collega ha fatto uno sgarbo o più semplicemente ti si è rotto il tacco della scarpa? Beh in casi simili si tende a pensare che la giornata andrà male e spesso abbiamo ragione. Ma c’è un modo per invertire la rotta. Spostare il focus, ovvero cambiare prospettiva, osservare la cosa da un punto di vista diverso, magari anche quello ironico e divertente. Lo sapevi che ridere di gusto aiuta a ridurre la concentrazione dell’ormone causa dello stress? Lo stesso vale per gli abbracci, le carezze, i baci ed ogni forma di affetto. Ora non ti dico di abbracciare il tuo capo ma una dose di coccole al giorno (con chi vuoi) può essere utile anche per sopportare un capo difficile. E se proprio non c’è nulla di divertente nella situazione che hai vissuto, svuota la mente dei pensieri negativi e riempila di ricordi, immagini che ti fanno stare bene. Per far questo basta poco: la foto di un bambino che ride, un oggetto (io ad esempio in borsa ho il naso di un pagliaccio che uso come antistress) oppure una musica particolare. Ad esempio è stato provato che ascoltare musica carica di energia all’inizio di ogni giornata e prima di affrontare situazioni difficili aumenta l’efficacia del 200%! Questi sono piccoli consigli per sopravvivere e tenerci stretto il posto di lavoro. A volte però cambiare focus non basta. A volte si richiedono misure più radicali come un cambio d’azienda, di ruolo o addirittura di professione. In quel caso, prima di prendere decisioni avventate è bene effettuare un check up di carriera e definire un progetto professionale in linea con aspettative, motivazioni e valori personali. “Un lavoro piacevole è come la fontana della giovinezza.”(Mike Thomas) Ecco l’antidoto!
Helga Ogliari |
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