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Ieri, oggi e domani: intervista a 4 voci

Chi è oggi la Manager Assistant? Quali caratteristiche dovrà avere in futuro? Sarà sostituita dalla tecnologia? 

 

Ieri e oggi

 

Nell'era dei computer intelligenti che prendono il posto dei colletti bianchi c'è ancora posto per l'assistant manager? 

 

Il valore aggiunto di una risorsa come la Manager Assistant è dato indubbiamente dalle componenti umane, dalla creatività e dalla flessibilità. Una figura autonoma, che gode di potere decisionale, deve saper gestire rapporti diplomatici tra le varie realtà aziendali essendone l'anello di congiunzione, caratteristiche che gli strumenti tecnologici, per quanto fondamentali in un'era digitale come la nostra, non possono eguagliare. Il ruolo della Manager Assistant, forse meno "esecutivo" ma più progettuale, diventa così fondamentale anche per l'azienda più tecnologica.

Nessuna intelligenza artificiale sarà in grado di equiparare l'intelligenza emotiva e la passione per il proprio lavoro di una valida Manager Assistant. Un'azienda senza assistenti si classificherebbe agli ultimi posti della classifica "best workplace".

 

Chi è e cosa fa oggi l'Assistant Manager? 


L'Assistant Manager è generalmente una donna laureata che ha buona conoscenza delle lingue straniere (almeno 2), che padroneggia gli strumenti informatici, gestisce agende complesse, organizza viaggi, riunioni, piccoli o grandi eventi, oltre ad una serie di competenze, dette soft o tra­sversali, come:

 

 

Una figura strategica, organizzata, precisa ma flessibile.

Sicuramente un punto di riferimento importante nelle organizzazioni per dare continuità al "business".

 

E guardando al futuro come evolverà il suo ruolo?


Diventerà sempre di più un ruolo di coordinamento. Il punto di riferimento dei manager sempre più "connessi" ed impegnati su molteplici progetti.

Uscire fuori dagli schemi innovando il ruolo di assistente a 360° con particolare attenzione a ciò che ruota intorno all'azienda, per acquisire più responsabilità e competenze nei vari progetti dei team aziendali.

La formazione sarà fondamentale e approfittare di grandi eventi per interfacciarsi con mercati esteri interessati al nostro Paese, diventerà la chiave di sviluppo del ruolo e delle aziende.

 

Quali sono oggi e dovranno essere domani le sue competenze?


Oggi: competenze umane, conoscenze linguistiche, ottime capacità organizzative e molto altro ancora.

Domani: competenze sempre più legate alla comunicazione e gestione delle relazioni. Gli interlocutori sono molti e l'assistente è colei che si pone fra il Manager e il resto del mondo, interno ed esterno. L'assistente dovrà essere sempre meno il filtro e dovrà avere il compito di agevolare e direzionare le informazioni utili e proficue per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Una persona colta, informata, aggiornata, tecnologica, digitale che viaggia ed è predisposta ai rapporti multiculturali.

Parole d'ordine: assertività, proattività, creatività, visione d'insieme, resilienza (tener duro ed essere in grado di adattarsi e fornire una risposta reattiva alla situazione in atto), antifragilità (trarre vantaggio dalla volatilità e dal disordine, persino dagli errori). 

 

Manager e assistant com'è e come sta evolvendo il rapporto tra l'assistente e l'assistito?


I manager intelligenti scelgono ed instaurano con i/le loro assistenti un rapporto di assoluta fiducia e sinergia per ottenere risultati efficaci e vincenti per l'azienda.

Mai come in questo lavoro tutto dipende dalla persona. Lavorare bene o male dipende moltissimo dal carattere "dell'assistito".

Il ricambio generazionale sta portando anche nuovi stili di leadership e diversità di approccio al lavoro. Il rapporto è impostato su un piano più paritario, i manager coinvolgono l'assistente per un parere, un consiglio, magari non su questioni puramente business critical, ma sulla gestione delle risorse, o su come comunicare un cambiamento.

Non più un rapporto di "dipendenza", ma di "interdipendenza", lui (o lei) ha bisogno di noi per "brillare" (= dare il meglio) e viceversa (Cit. "Il talento delle donne").

 

 

 

Leggi l'articolo pubblicato da Manageritalia sulla rivista Dirigente


 

 

 

Intervista a cura di: 

 

ManagerItalia

 

Risposte a cura di:

 

Jessica Alessi - Manging Director Secretary.it, la community delle manager assistant

 

Chiara Agnese Azzarello - Office Manager Studio Ludovici & Partners - Assistente dell'anno 2014

 

Daniela Fasano - Executive Assistant AD Robert Bosch Italia - Assistente dell'anno 2013

 

Ilaria Castellazzi - Executive Assistant AD Amazon Italia Services

 


Secretary JOB

Di questo (e molto altro) abbiamo parlato l'11 Novembre 2014 presso l'Auditorium Bosch Italia di Milano in occasione del Secretary JOB, giornata dedicata alle tematiche del lavoro, dell'orientamento e dell'evoluzione professionale proposta da Secretary.it alla sua comunità e curato da esperti counselor, hr consultant, manager e giornalisti.

 

 

 

Le donne manager, sempre più numerose, scelgono assistant donna o uomo e perché?

Ma l'assistant è donna o gli uomini sono in aumento?


Storicamente la segretaria, oggi chiamata assistente, è sempre stata donna anche se la manager è donna.

Per natura la donna è "multitasking" (sa gestire più attività contemporaneamente, lo fa con il lavoro, la famiglia, la casa, i figli ecc.), organizzata, e oltre a ottime doti professionali, possiede doti umane che la rendono una figura completa.

 

Insomma, non avremo mai come assistant un pc?

 

Speriamo di no...

Anche perché i pc sono già superati da tablet, smartphone, smartwatch ecc. A meno che questi non possano sorridere, risolvere situazioni complesse con ottimi risultati, accogliere e gestire clienti di tutte le nazionalità o consigliare loro l'ultimo buon vino italiano...

Non si tratta di usare gli strumenti tecnologici per fare quello che prima faceva l'assistente: si tratta di avere un'attitudine "caring" e "problem solving" nei confronti di un team, un dipartimento, perché tutti possano lavorare al meglio.

Ad esempio, un pc, un tablet o uno smartphone non potranno mai captare i malumori di un team e trasmetterli a un dirigente perché ne tenga conto e lavori per migliorare questo aspetto.


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