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Il coniuge infedele

È sempre responsabile della separazione?

Divorzio fedi


In passato il dovere di fedeltà atteneva sopratutto alla salvaguardia dell'onore e del decoro del coniuge, costituiva cioè un'offesa in se' in quanto considerata una palese lesione dell' "onorabilità del soggetto".

 

La fedeltà inoltre era considerata come una salvaguardia della specie perchè serviva a garantire la continuità della stirpe all'interno di una stessa famiglia, con la conseguenza che l'adulterio era considerato molto più grave se commesso da una donna anzichè dall'uomo. Per la donna era sufficiente il congiungimento carnale per essere considerata infedele, mentre per l'uomo la maglia era più larga ed era necessario si verificasse una vera e propria convivenza al di fuori del matrimonio.

Oggi per fortuna a seguito dell'evoluzione dei costumi, e delle battaglie di parità, l'obbligo di fedeltà coniugale viene inteso come un vincolo affettivo, di comunione di vita tra due persone.

La violazione dell'obbligo di fedeltà attiene dunque alla rottura del rapporto di fiducia tra i coniugi e al deterioramento dell'accordo e della stima reciproca.

 

Com'è noto il Tribunale pronuncia la separazione dei coniugi "con addebito di responsabilità" solo su domanda specifica dei coniugi qualora rilevi comportamenti contrari ai doveri del matrimonio, tra questi vi è certamente il dovere di fedeltà. Dunque la separazione può essere addebitata al coniuge infedele.

 

Nell'ottica del concetto di fedeltà a cui si è giunti i Tribunali hanno rilevato che perchè ci possa essere addebito della separazione per violazione dell'obbligo di fedeltà occorre che si verifichino "episodi gravi e ripetuti e inquadrabili in una valutazione complessiva di tutta la vicenda coniugale" tali da rendere intollerabile la convivenza.

 

Dunque per ottenere una dichiarazione di addebito della separazione non basta dare la prova di un episodio di infedeltà dell'uno o dell'altro coniuge, ma occorre fornire la prova che l'irreversibile crisi coniugale sia ricollegabile al comportamento consapevole e volontario del coniuge infedele.

 

Il caso che ha portato alla pronuncia sopra esaminata riguardava una relazione extraconiugale del marito, di cui la moglie era venuta a conoscenza dopo che questi aveva lasciato la casa coniugale, quando ormai la frattura tra marito e moglie era già in atto da tempo e ormai irreversibile. Dunque sostengono i Giudici l'infedeltà del marito non ha inciso sulla crisi coniugale, dovendosi ricercare le ragioni della intollerabilità della convivenza in altre ragioni preesistenti alla relazione extraconiugale.

 

Ma quali sono le conseguenze della sentenza che pronuncia l'addebito a carico dell'uno o dell'altro coniuge? In tutti i casi di pronuncia di addebito sono esclusi, già dal momento della separazione, gli effetti successori per il coniuge ritenuto responsabile dell'addebito (non viene cioè più considerato erede dell'altro coniuge), inoltre il coniuge cui viene addebitata la separazione non potrà con la sentenza di separazione vedersi attribuire un assegno di mantenimento anche nel caso ci fossero i requisiti per ottenerlo.

 

 


  Rosanna Tedesco
Rosanna Tedesco

Da molti anni si occupa di diritto del lavoro, con particolare attenzione alle questioni che coinvolgono donne lavoratrici. 
 

L'avvocato risponde alle domande delle iscritte a Secretary.it. Scrivi a redazione@secretary.it

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