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L'obbligo di disclosure

Nascondere redditi e patrimoni nei giudizi di separazione e di divorzio diventa pù difficile

 

Divorzio


Uno dei problemi più ricorrenti quando una coppia si separa o divorzia, senza che vi sia tra di loro un accordo, è quello di determinare l'entità dell'assegno di mantenimento per i figli e/o per il coniuge che non ha redditi sufficienti.

 

Si assiste il più delle volte davanti ai Tribunali italiani a indecorose situazioni in cui, il coniuge che ha maggiori redditi, cerca in tutti i modi di nascondere l'entità dei suoi guadagni e dei suoi beni, al fine di sottrarsi agli obblighi di mantenimento.

 

In tale contesto si sta diffondendo la prassi di alcuni Tribunali, sul modello di molti paesi europei, di richiedere alle parti fin dalla prima udienza informazioni sulla effettiva consistenza del patrimonio di ciascun coniuge, quindi di fornire al Tribunale, oltre alla dichiarazione dei redditi, non sempre sincera, gli estratti dei conti correnti intestati alle parti o cointestati con le movimentazioni degli ultimi tre anni, la documentazione dei conti titoli di custodia, le eventuali partecipazioni societarie di ciascuno, comprese le intestazione fiduciarie, la documentazione sui mutui contratti, le visure catastali relative agli immobili e le visure storiche del Pra.

 

In altre parole alcuni Tribunali hanno introdotto un obbligo di disclosure fin dalla prima fase del giudizio. Ciò è particolarmente importante perchè consente di avere a disposizione elementi di valutazione sicuramente attendibili per la determinazione dei diritti spettanti ai figli ed al coniuge più debole (che ancora oggi nella maggior parte dei casi è la donna), mediante una ricostruzione da parte del Tribunale del tenore di vita della famiglia durante il matrimonio e delle capacità reddituali e patrimoniali delle parti. Occorre aggiungere che già il Tribunale fin dalla prima fase presidenziale può avvalersi di indagini da parte della polizia tributaria per cercare la "verità" patrimoniale e reddituale, ma tale strumento è utilizzato assai raramente).

 

L'obbligo di disclosure incide anche sulla durata dei procedimenti e sulla possibilità che si giunga in tempi rapidi ad una definizione consensuale della separazione e del divorzio, in quanto si attenua la possibilità da parte del coniuge più forte di prolungare il giudizio con estenuanti richieste di prove nelle fasi successive del giudizio.

 

Come sempre la nostra legislazione fatica ad adeguarsi ad un modello europeo basato sulla assoluta trasparenza nelle relazioni familiari soprattutto nel momento della crisi familiare.

 

È del tutto auspicabile che la prassi introdotta da alcuni "illuminati" Tribunali, si estenda a tutto il paese rapidamente, rendendo la giustizia più giusta e più omogenea.

 

 


  Rosanna Tedesco
Rosanna Tedesco

Da molti anni si occupa di diritto del lavoro, con particolare attenzione alle questioni che coinvolgono donne lavoratrici. 
 

L'avvocato risponde alle domande delle iscritte a Secretary.it. Scrivi a redazione@secretary.it

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