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Quote rosa: i primi risultati

 

Le quote nei boards riservate al genere svantaggiato (le donne) cominciano a dare i primi risultati 

 

Quote rosa

 

Ricordiamo qualche anno fa quanto scalpore e quanto dibattito aveva sollevato l'approvazione della legge "Golfo Mosca", quella delle cosiddette quote rosa?

 

Ecco, a circa tre anni dall'introduzione della normativa volta a garantire una maggiore presenza femminile nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa e delle società a controllo pubblico cosa è cambiato nella gestione delle aziende sotto il profilo della parità di genere, la cosiddetta gender equality?

 

Se ne parla poco, ma credo che a noi donne che lavoriamo e abbiamo in considerazione la nostra professionalità e lo sviluppo della nostra carriera il discordo debba interessare e parecchio.

 

La legge ha avuto l'effetto di una vera e propria "azione positiva", che è stata importante anche a livello simbolico in un'ottica di sensibilizzazione rispetto alle questioni di gender equality. Infatti, se pensiamo che alla fine del 2011 il dato della presenza femminile nei boards era di circa il 7% e per effetto dell'introduzione della legge si passerà al 33%, sia pure con meccanismi graduali, significa che la nuova normativa uno scossone è riuscita ad assestarlo al rigido e ingessato sistema di governance delle aziende italiane.

 

Il divario tra presenza maschile e femminile nelle aziende è ancora enorme, ma questa normativa ha avviato un processo di riequilibrio di genere. Trattandosi di una deroga al principio di parità tra uomini e donne (art. 3 della Costituzione) l'imposizione delle quote non sarà eterna, ma limitata al periodo di tempo ritenuto necessario per attuare il pieno riequilibrio di genere.

 

La normativa non consente scappatoie e per questo è stata molto criticata dato che la sua applicazione è rigida anche in presenza di criticità (quali ad esempio la difficoltà di reperire soggetti – donne – eleggibili). L'obiezione è debole e tende a riproporre stereotipi tradizionali. In realtà sono già molte le iniziative intraprese da università ed associazioni femminili per raccogliere e rendere disponibili in banche dati i curricula delle potenziali candidate.

 

È interessante riportare che studi recenti hanno individuato alcuni indicatori di migliori performance nelle aziende non tanto nella maggiore presenza di donne nei boards, quanto nella "massa critica" raggiunta da tale maggiore presenza. La legge sulle quote sta introducendo anche nel nostro paese una massa critica di donne nei ruoli decisionali che in futuro potrà avere un impatto forte su tutto il processo di cambiamento e così, via via, autoalimentarsi.

 

Per una volta il legislatore italiano ha avuto il coraggio di collocarsi su una linea avanzata, anticipando scelte che probabilmente verranno attuate anche a livello di Comunità Europea.

 

 


  Rosanna Tedesco
Rosanna Tedesco

Da molti anni si occupa di diritto del lavoro, con particolare attenzione alle questioni che coinvolgono donne lavoratrici. 
 

L'avvocato risponde alle domande delle iscritte a Secretary.it. Scrivi a redazione@secretary.it

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