Seguici su Visita il profilo di Secretary.it su Linkedin
Visita il profilo di Secretary.it su Facebook Visita il profilo di Secretary.it su Twitter
Visita il profilo di Secretary.it su YouTube
Instagram il blog di Secretary.it

Professione

Fai conoscere Secretary alle tue amiche!


Invia

La risoluzione consensuale

Quando il datore di lavoro propone un accordo economico invece del licenziamento

 

Risoluzione consensuale

 

È fatto ormai noto e sperimentato che molti datori di lavoro piuttosto che affrontare un licenziamento e i relativi rischi di contenzioso, cercano un accordo per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

 

Da ultimo tale prassi è di fatto stata formalizzata con una procedura preventiva al licenziamento da svolgersi presso la Direzione Territoriale del lavoro. L'azienda che intende promuovere il licenziamento per motivi oggettivi deve presentare una richiesta preventiva alla suddetta DTL, esplicitando i motivi del programmato licenziamento. Lo scopo è naturalmente quello di favorire un accordo tra le parti sulla base di soluzioni alternative: nella maggior parte dei caso una risoluzione consensuale su base economica.

 

Tale soluzione è anche favorita dalla possibilità di accedere nel periodo successivo al trattamento previdenziale per la disoccupazione involontaria (NASPI), salva l'ipotesi di dimissioni non per giusta causa.

Ebbene, la disciplina prevista dalla nuova normativa dei Jobs Act per i nuovi assunti ha invece escluso tale procedura.

 

Ciò significa che la lavoratrice/lavoratore nuovo assunto dovrà fare attenzione a non stipulare accordi che prevedano la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, mentre invece potrà concludere un accordo di rinuncia all'impugnazione del licenziamento a fronte del pagamento di un incentivo economico, sempre che tale incentivo sia ritenuto conveniente.

In tal caso rimane anche la possibilità di accedere al trattamento di disoccupazione, terminato il periodo di preavviso.

Naturalmente la possibilità di ottenere un incentivo economicamente "interessante" per questi nuovi assunti è notevolmente ridotta, perché parametrata al rischio dell'eventuale contenzioso sul recesso (l'indennizzo per i lavoratori con poca anzianità, come già sappiamo, avendone già riferito in questa rubrica, sarà davvero esiguo) e ciò spingerà le imprese a formulare proposte molto basse, più che in passato.

 

Nell'ipotesi dunque di invito del datore di lavoro ad una trattativa sul l'uscita della dipendente è necessario dotarsi di un'assistenza tecnica adeguata, in grado di valutare se sia possibile tecnicamente sostenere la nullità del recesso, ciò che di per sé potrebbe modificare i valori della trattativa in modo più favorevole alla lavoratrice/lavoratore.

 

Occorre anche fare attenzione a non inserire clausole (spesso richieste dal datore di lavoro) di rinuncia a far valere diritti e pretese relative al rapporto di lavoro, se non dopo un'accurata verifica di ciascuna singola storia lavorativa.

 

 


  Rosanna Tedesco
Rosanna Tedesco

Da molti anni si occupa di diritto del lavoro, con particolare attenzione alle questioni che coinvolgono donne lavoratrici. 
 

L'avvocato risponde alle domande delle iscritte a Secretary.it. Scrivi a redazione@secretary.it

Partecipa alla nostra Community:

VOTA
VOTA
COMMENTA
COMMENTA
STAMPA
VINCI
VINCI
CONDIVIDI
CONDIVIDI

Chiudi Entra in MySecretary

Inserisci Nome Utente e Password e entra nel portale


Secretary.it
Nome Utente


Password


Ricordami   |   Hai dimenticato la password?
Non sei ancora iscritto? Iscriviti.