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Sostegno alla genitorialità

Politiche in grado di fornire strumenti efficaci ai genitori lavoratori


sostegno alla genitorialità

 

Si è molto parlato, in questi anni, in Italia e in Europa, di attuare nell'ambito del lavoro una politica ed una normativa in grado di fornire strumenti efficaci alle coppie di genitori entrambi lavoratori per affrontare e condividere gli oneri che la genitorialità comporta, in termini di organizzazione, cura, conciliazione dei tempi .

 

Come ben sappiamo noi donne, il carico della maternità per la lavoratrice italiana, diversamente da quanto avviene in molti paesi europei, è sempre stato monopolio femminile, in un paese che culturalmente ha sempre osteggiato ogni forma di coinvolgimento dell'uomo nei compiti di assistenza, cura educazione dei figli.

 

La cosidetta legge Fornero tra le altre modifiche ha introdotto anche alcune misure per "sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all'interno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro".

Tali misure si applicano anche ai genitori adottivi ed affidatari.

 

Le novità sono sostanzialmente due, entrambe introdotte in via sperimentale per il periodo dal 2012 al 2015:

 

la prima novità prevede un congedo di paternità obbligatorio per il padre lavoratore dipendente della durata di un giorno con l'astensione del lavoro entro i primi cinque mesi dalla nascita del figlio. Entro lo stesso periodo di cinque mesi il padre potrà astenersi dal lavoro per un ulteriore periodo di due giorni anche continuativi previo accorso con la madre e in sua sostituzione.

Il congedo è retribuito ed interamente a carico dell'INPS;

 

La seconda novità consente alla lavoratrice madre una volta terminato il periodo di congedo per maternità di ottenere dei voucher, in alternativa al godimento dei congedi parentali, spendibili per servizio di baby sitting, o per altri servizi pubblici o privati accreditati per l'infanzia (nidi o casa materne), tale contributo è fissato in 300,00 euro mensili per un massimo di sei mesi; se la lavoratrice sceglie di usufruire del voucher dovrà tuttavia rinunciare a una parte del suo congedo parentale, riducendolo di un mese. La lavoratrice part time ne potrà godere in misura ridotta. La richiesta va presentata con in via telematica all'INPS entro 11 mesi dalla fine dall'astensione obbligatoria.

 

La strada dell'effettiva parità tra uomo e donna è ancora lunga e piena di ostacoli, ma sicuramente imparare ad usufruire di ciò che la normativa consente è un passo avanti verso l'effettivo coinvolgimento alla pari di uomini e donne anche nell'ambito della genitorialità.

 

 


  Rosanna Tedesco
Rosanna Tedesco

Da molti anni si occupa di diritto del lavoro, con particolare attenzione alle questioni che coinvolgono donne lavoratrici. 
 

L'avvocato risponde alle domande delle iscritte a Secretary.it. Scrivi a redazione@secretary.it

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