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L’assistente 2.0

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...ha colleghe in tutto il mondo

 

L'assistente 2.0

 

Scrivere Executive Assistant sul biglietto da visita, chissà perché, fa apparire il lavoro più prestigioso, come se il ruolo di Assistente di Direzione all'estero fosse diverso e più autorevole, ma la realtà non è così: si ordina il pranzo per il capo anche a Londra e si combatte con gli inceppamenti della fotocopiatrice anche a Madrid... Il lavoro è lo stesso, solo che viene inquadrato in modo più preciso e retribuito secondo livelli chiari dati dall'anzianità e dalle competenze reali del ruolo.

In Italia abbiamo ancora molta strada da percorrere per vedere il nostro ruolo dignitosamente retribuito e considerato, ma avere un riferimento europeo può essere di notevole aiuto per confrontarsi sulle modalità, metodologie e esperienze che si applicano oltre confine.

 

In occasione degli eventi europei di EUMA, per esempio, le socie possono incontrare assistenti di ogni paese almeno due volte all'anno in occasione del Training Day e della Conference annuale, ma anche innumerevoli altre volte in occasione degli eventi cross-border: occasioni davvero uniche dove si ha la prova di condividere qualcosa di più di un semplice lavoro, bensì una professione declinata in numerose variabili.

All'estero ci sono anche delle fiere di settore - cito due esempi famosi, Londra "Office*" o Parigi con il "Carrefour des Assistants" - che durano due giorni e sono interamente dedicate alle Assistenti, Office Manager e tutte quelle funzioni di supporto agli Executive pensate per fare business e attività formativa; se in Italia siamo spesso nella condizione in cui l'assistente è un "nice to have", all'estero c'è una florida industria che investe sulla nostra professione considerandoci "business partner".

 

Per migliorare la nostra awareness, in ogni caso, la chiave è sempre il networking worldwide che ci permette di incontrare culture e realtà diverse in modo efficace grazie anche alla tecnologia che ci avvicina sempre di più: ad esempio posso seguire su Twitter una chat dedicata alle #admin che mi permette di interagire con assistenti di 5 continenti diversi, condividere esperienze, foto, video sul gruppo chiuso di Facebook o seguire un webinar di aggiornamento con pari colleghe di New York!

 

Questo è un altro punto chiave: l'assistente 2.0 è la prima che sperimenta le nuove tecnologie per essere sempre un passo avanti (o almeno di fianco!) al proprio capo; l'ultima versione di Office, le app sugli smartphone che possono facilitarti un imbarco, la prenotazione di un'auto in un aeroporto oltreoceano, l'acquisto del biglietto del treno da mandare direttamente sul mobile del proprio manager risparmiando tempo e carta: essere aggiornate e sul pezzo, come e di più dei nostri manager, questa è la caratteristica del nostro ruolo e ciò che viene richiesto a livello europeo.

 

Inutile dire che quando torno da questi meeting oltralpe, sono sempre carica di nuova energia e consapevolezza: nonostante in Italia fare l'assistente sia considerato solo un lavoro, per me – e per chi è membro di un'associazione di stampo europeo – è una vera e propria professione, che meriterebbe la giusta considerazione e inquadramento nei vari CCNL.

 

E la terminologia fa la differenza: per essere professionali è necessario mantenere qualitativamente alto il livello delle proprie competenze e proprio il tuo capo, o comunque la tua azienda, dovrebbero esseri tra i primi ad avere interesse nel farti seguire dei training per mantenerti sempre aggiornata.

A differenza nostra, infatti, la formazione all'estero viene considerata parte integrante del ruolo, come un qualsiasi altro manager di funzione; spesso è proprio una variabile che compone lo stipendio e che si negozia in fase di assunzione; il fatto di avere numerose associazioni o network riconosciuti a livello locale fa sì che anche i manager siano maggiormente consapevoli del valore delle proprie manager assistant e che vadano a cercarle proprio lì creando un circolo virtuoso.

 

Sfortunatamente non sempre i manager di casa sono così "illuminati" ma quando capita che sia la propria azienda a partecipare almeno in parte al miglioramento delle tue conoscenze e capacità è fonte di grande motivazione, commitment e stimolo a dare il meglio di sé anche in quelle attività magari più noiose o routinarie.

 

Avere un piede in Europa e nel mondo, ci permette di fornire esempi reali di come introdurre l'argomento, aumenta la consapevolezza di tutte quelle attività che svolgiamo senza che ci vengano riconosciute e dà valore anche all'azienda per la quale – ricordiamoci – siamo sempre il miglior biglietto da visita.

 

 

Michela Luoni, Full Member
EUMA Italy

 

 


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